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LANFRANCONI Aldo, Nietzsches historische Philosophie, Frommann-Holzboog, Stuttgart-Bad Cannstatt 2000, pp. 186.

fascicolo II, volume 11 (2002), pp. 372-373.
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LANFRANCONI Aldo, Nietzsches historische Philosophie, Frommann-Holzboog, Stuttgart-Bad Cannstatt 2000, pp. 186.

Nel primo aforisma di Umano, troppo umano (Menschliches, Allzumenschliches, 1886), Friedrich Nietzsche annuncia una prospettiva filosofica nuova, che egli chiama filosofia storica, capace di risolvere la domanda che da duemila anni assilla la filosofia: «come può qualcosa nascere dal suo opposto, per esempio il razionale dall'irrazionale, ciò che sente da ciò che è morto, la logica dall'illogicità, il contemplare disinteressato dal bramoso volere, il vivere per gli altri dall'egoismo, la verità dagli errori?». A suo avviso, le risposte fornite dalla metafisica hanno sinora traviato il pensiero occidentale, poiché esse negano qualsiasi collegamento tra i termini contradditori, ammettendo invece un’origine miracolosa — cioè non demostrabile scientificamente — dei valori considerati superiori, a partire di una supposta essenza delle cose. Per contro, la filosofia storica che Nietzsche propugna vuole approffittare delle scoperte e del metodo delle scienze naturali, per sviluppare una “storia della genesi del pensiero”; vale a dire, una «chimica delle idee e dei sentimenti morali, religiosi ed estetici, come pure di tutte quelle emozioni che sperimentiamo in noi stessi nel grande e piccolo commercio della cultura e della società, e perfino nella solitudine». La storia dell’origine della nostra rappresentazione del mondo dovrebbe smascherare questa falsa apparenza di contraddizione, mostrare cioè «che quelle cose non sono opposte, (…), [che] non esiste, a rigor di termini, né un agire altruistico né un contemplare pienamente disinteressato, entrambe le cose sono soltanto sublimazioni, in cui l'elemento base appare quasi volatilizzato e solo alla più sottile osservazione si rivela ancora esistente». La chimica della mente dovrebbe infatti dimostrare che nel campo della vita animica «i colori più magnifici si ottengono da materiali bassi e perfino spregiati».Aldo Lanfranconi non propone nel presente saggio una nuova interpretazione dell’opera di Nietzsche, alla luce della filosofia storica svelata in Umano, troppo umano. Si tratta piuttosto di un valido tentativo di mettere a fuoco questo progetto di filosofia storica, chiarendone i rapporti con altre sfacettature del pensiero nietzscheano, sottolineando in pari tempo i vari influssi che entrano nella sua genesi. Non è un compito facile, perché sia l’uso prevalente dell’aforisma, sia le diverse “maschere” adoperate da Nietzsche nei suoi scritti, rendono assai complessa l’ermeneutica degli scritti stessi. Infatti, dopo uno studio attento, ci si pone la domanda su quale sarebbe il volto che le diverse maschere nascondono, oppure se l’insieme delle maschere non costituisca il vero volto di Nietzsche, celando dietro di sé non altro che il nulla.La lettura di quest’opera richiede una buona conoscenza del pensiero e delle opere di Nietzsche. Il saggio è diviso in quattro parti: la prima, intitolata Psychologie, esplora i rapporti fra la produzione letteraria di Nietzsche e la sua teoria psicologica. La seconda parte — Soziologie — descrive lo spazio etico-pratico in cui va incuadrata la teoria psicologica nietzscheana. Il terzo capo, il cui titolo è Chemie, esplora i rapporti del pensiero di Nietzsche con il materialismo, il naturalismo scientificista di taglio darwiniano e la corrente empiricista brittanica (David Hume, John Locke, e soprattutto John Stuart Mill). In queste pagine, resta chiaro che la filosofia storica nietzscheana è uno sviluppo indipendente dalla contemporanea riflessione di Wilhelm Dilthey sulla storia e sulle scienze dello spirito. Finalmente, l’ultima parte — Historie — analizza l’aforismatica nietzscheana, allo scopo di mettere insieme i componenti della chimica mentale dei concetti e delle emozioni esposti negli aforismi di Umano, troppo umano. Senza voler entrare nel merito sulla questione se la filosofia nitzscheana sia antimetafisica oppure una proposta metafisica velata, Lanfranconi evidenzia tuttavia i chiaroscuri dello scontro di Nietzsche con la metafisica dell’essere. FRANCISCO FERNÁNDEZ LABASTIDA