Risorse Bibliografiche

SALA Giovanni B., Kants ,,Kritik der praktichen Vernunft“. Ein Kommentar, Wissenschaftliche Buchgesellschaft, Darmstadt 2004, pp. 379.

fascicolo II, volume 14 (2005), pp. 385-386.
Schede bibliografiche

SALA Giovanni B., Kants ,,Kritik der praktichen Vernunft“. Ein Kommentar, Wissenschaftliche Buchgesellschaft, Darmstadt 2004, pp. 379.

In occasione del secondo centenario della morte di Kant, Giovanni B. Sala ha pubblicato questo dettagliato commento esegetico alla Critica della ragion pratica, in cui si manifesta sia la dimestichezza di questo studioso con l’opera del filosofo di Königsberg, sia la sua lunga esperienza docente nella Hochschule für Philosophie di Monaco di Baviera. Anche se può sembrare incredibile, si tratta del primo commento letterale-esegetico completo della seconda Critica, che sia mai stato pubblicato in tedesco. In effetti, nessuno ne aveva finora elaborato un commento complessivo, che chiarisse capoverso per capoverso sia le oscurità del testo che i collegamenti fra le diverse parti e altri scritti di Kant.Il commento è preceduto da un lungo saggio introduttivo, in cui Sala, per mezzo di un’analisi accurata degli influssi ricevuti da Kant durante il suo periodo di formazione, degli scritti precritici e degli appunti presi dai suoi studenti, segue passo dopo passo la genesi e lo sviluppo dell’etica kantiana, così come Kant l’ha esposta nelle sue grandi opere etiche della maturità: la Fondazione della metafisica dei costumi (1785) e la Critica della ragion pratica (1788). Su quest’analisi genetico-evolutiva Sala fa poggiare la sua interpretazione del rapporto che esiste tra il nucleo centrale dell’etica kantiana e lo spirito dell’idealismo trascendentale della Critica della ragion pura.Lo scopo che Sala si è prefissato con questa lunga introduzione è dimostrare che le idee centrali dell’etica del grande filosofo prussiano erano già presenti nei suoi scritti sin dalla metà degli anni sessanta del diciottesimo secolo, cioè prima ancora che cominciasse a prendere forma la cosiddetta “svolta copernicana della filosofia”. Sulla scia delle ricerche di Josef Schmucker e di Dieter Heinrich, pubblicate nella seconda metà del secolo scorso, Giovanni Sala sostiene che, nonostante lo schema idealistico-trascendentale della Critica della ragion pratica - preso in prestito dalla prima Critica -, e lo sviluppo in questa direzione di alcuni dei concetti, il nucleo dell’etica kantiana è indipendente dalla svolta "trascendentale-idealista" del Kant critico. Da queste analisi si evince lo sviluppo parallelo e indipendente degli interessi scientifici e naturalistici di Kant, da una parte, che cristallizzarono nella svolta idealistico-trascendentale, e dall’altra le dottrine etiche, che però si videro forzate a indossare la veste critica dal furor systematicus di Kant.Nelle pagine di presentazione dell’opera, l’autore fa notare la necessità, per una vera comprensione del testo, di completare il commento letterale con una esposizione più organica dei concetti fondamentali del sistema kantiano, nonché della collocazione dell’etica del filosofo di Königsberg nell’insieme dei sistemi etici sviluppatisi lungo la storia del pensiero. A questo scopo, Sala intercala 22 "excursus" relativamente brevi, in cui egli sviluppa in modo sistematico concetti chiave, quali, per esempio, l’oggetto dell’agire umano; la differenza fra le due forme fondamentali dell’etica, cioè l’etica della vita buona e l’etica delle norme, la generalità come forma della legge morale; la distinzione fra volontà e arbitrio in Kant; ecc. Lungo il commento esegetico Sala evita di utilizzare prospettive o concetti estranei all’opera di Kant, sforzandosi di chiarire il senso del testo da un punto di vista tutto interno al pensiero kantiano. Tuttavia, in questi excursus Sala prende posizione critica in modo esplicito - con una prospettiva aristotelico-tomista - riguardo alla dottrina morale di Kant.Quest’opera può indubbiamente essere un sussidio prezioso per chiunque debba affrontare seriamente lo studio della Critica della ragion pratica in lingua originale. FRANCISCO FERNÁNDEZ LABASTIDA