Il significato di un centenario

Editoriale

Il 9 gennaio 1902 nacque a Barbastro (Spagna) il Beato Josemaría Escrivá. Quest'anno, quindi, ne ricorre il centenario della nascita ed è giusto dare risalto su queste pagine a tale ricorrenza: non solo per il rilievo che il Beato Josemaría ha avuto nella storia e in particolare nella vita della Chiesa, ma anche perché fu lui a preparare, a lungo e con dedizione, la nascita della Pontificia Università della Santa Croce, benché sia stato poi il suo primo successore, S.E. Mons. Alvaro del Portillo, a portare a compimento questo progetto.

La nostra università ha commemorato il centenario promuovendo un convegno internazionale su "La grandezza della vita quotidiana", svoltosi a Roma dall'8 all'11 gennaio. Ma ci è sembrato necessario corrispondere ad un debito di gratitudine, rispecchiando in piccola parte anche su «Acta Philosophica» le ripercussioni che gli insegnamenti del Beato Josemaría hanno avuto lungo gli anni. A tale fine pubblichiamo l'articolo del rev. prof. Francesco Russo, intitolato La prassi della libertà. Riflessioni antropologiche alla luce degli insegnamenti del Beato Josemaría Escrivá: si tratta di un contributo ben delimitato, che però fa anche riferimento ai saggi scritti in ambito filosofico da alcuni studiosi, nei due decenni successivi alla morte di mons. Escrivá. Nel prossimo fascicolo, invece, sarà pubblicato uno studio del prof. Marco D'Avenia, in cui l'autore rifletterà sulle opere edite del Beato per metterne in luce la semantica del desiderio e della nozione di "cuore".

L'Università della Santa Croce cerca di avvalersi nel suo lavoro accademico dello spirito di lealtà, di libertà e di dialogo costruttivo trasmesso dal Beato Josemaría, il quale non voleva che si formasse un'unica scuola di pensiero, ma invitava a confrontarsi senza complessi con le istanze del mondo universitario e culturale. In una sua opera tracciò il seguente programma:

 

«Per te, che desideri formarti una mentalità cattolica, universale, trascrivo alcune caratteristiche:
—ampiezza di orizzonti, e un vigoroso approfondimento, in quello che c'è di perennemente vivo nell'ortodossia cattolica;
—anelito retto e sano — mai frivolezza di rinnovare le dottrine tipiche del pensiero tradizionale, nella filosofia e nell'interpretazione della storia...;
—una premurosa attenzione agli orientamenti della scienza e del pensiero contemporanei;
—un atteggiamento positivo e aperto di fronte all'odierna trasformazione delle strutture sociali e dei modi di vita» (Beato Josemaría Escrivá, Solco, Ares, Milano 1987, n. 428).

 

Si tratta di un compito affascinante ed impegnativo, che non può considerarsi mai concluso.

Per una coincidenza provvidenziale (segno di un'intercessione paterna), il centenario della nascita del Beato Josemaría Escrivá ricorre quando «Acta Philosophica» raggiunge ormai il suo decimo anno di pubblicazione: il primo fascicolo uscì, infatti, agli inizi del 1992. In tale circostanza abbiamo pensato di offrire agli abbonati e ai nostri lettori un opuscolo con l'indice dei primi dieci volumi della rivista, suddiviso in varie sezioni (cronologico, degli autori, bibliografico e tematico). In tal modo ci si può formare un'idea complessiva del lavoro svolto fin qui, non per contemplarlo appagati, ma perché serva da stimolo a proseguire e a migliorare, per mezzo dello sforzo dei docenti della nostra Facoltà di Filosofia e della collaborazione dei colleghi di altre istituzioni universitarie, di cui ci siamo valsi sin dall'inizio.